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Archivio Febbraio 2011

India: Persecuzione di Cristiani.

15 Febbraio 2011 Commenti chiusi

INDIA
Al Kumbh indù in Madhya Pradesh, i cristiani sono “cimici da ammazzare”
Nirmala Carvalho
Si è chiuso il grande raduno induista che ha richiamato circa due milioni di persone sulle rive del fiume Narmada. Sono proseguiti gli attacchi contro i cristiani; alcuni sadhu però hanno criticato questa violenza verbale. La testimonianza di padre George Thomas, e lo sfruttamento dei tribali da parte del governo.

Bhopal (AsiaNews) –  Con un’ultima serie di attacchi verbali contro i cristiani , si è chiuso ieri il Narmada Samajik Kumbh, un raduno di due milioni di persone nel Madhya Pradesh, voluto da un gruppo di associazioni che comprende militanti indù armati. L’evento aveva spinto le minoranze cristiane e religiose a chiedere la protezione del governo per timori di scontri o violenze. (09/02/2011 Timori di violenze al raduno di 2 milioni di estremisti indù in Madhya Pradesh).

Padre George Thomas, un sacerdote cattolico responsabile della missione di Mandala, ha visitato ogni giorno il Kumbh Mela. Sul terzo giorno, quello conclusivo, ha detto ad AsiaNews: “Nell’ultimo giorno, uno degli oratori ha lanciato una serie di attacchi contro il cristianesimo, chiamando i cristiani ‘cimici’. Ma ha anche notato che molte persone non erano interessate alle manipolazioni politiche.
Padre George ha spiegato che la maggior parte dei discorsi anti-cristiani al Kumbh erano diretti contro i missionari cristiani, e il loro lavoro generoso verso i più poveri dei poveri. In particolare, l’ultimo oratore ha detto che i cristiani sono qui principalmente per un’opera di conversione. Ha continuato paragonando i cristiani a cimici. Ha detto che “i cristiani sono come delle cimici, che si nascondono sotto la mascheratura del lavoro, e bevono il sangue della gente innocente e indifesa; e le cimici dovrebbero essere uccise o altrimenti continueranno a bere sangue”.
Padre George ricorda che però è accaduta una cosa interessante: alcuni dei “sadhu” (asceti), e in particolare sadhu Asaramji Babuji si è alzato in piedi e ha criticato sia il tono che il contenuto del discorso. Babuji ha detto che il Kumbh non era il posto da cui lanciare attacchi contro i missionari cristiani. Se abbiamo dei problemi con loro, ha detto, dobbiamo invitarli a discutere, e non c’è nessun bisogno di insultare i cristiani. Alcuni altri sadhu si sono uniti a Babuji.
Il sacerdote afferma comunque che in generale, i partecipanti “sembravano pellegrini, interessati a un tuffo nel Narmada, a vedere la folla e l’illuminazione del luogo. Non c’era una connotazione politica evidente”; gli attacchi ai cristiani e la propaganda non sembra aver eccitato il loro umore.
“La gente – dice p. George – sembrava interessata molto poco a questi discorsi. Il posto principale da cui erano lanciati rimaneva vuoto, per la maggior parte del tempo. Ieri, durante uno di questi discorsi, è apparso l’elicottero di Ramansingh, il chief minister di Chhattisgarh, e tutti i presenti hanno lasciato la sala e sono usciti a guardare l’elicottero. E anche dopo ripetuti inviti nessuno è tornato dentro”.
La manifestazione del Kumbh si è conclusa senza nessun incidente di rilievo. Padre George esprime però preoccupazione “per l’impatto che il Kumbh potrà avere sui missionari cristiani. Troppi oratori hanno sollevato sentimenti anti-cristiani e hanno eccitato il pubblico.  Inoltre questo termine, ‘cimici’, è estremamente pericoloso. Mi ricordo che in Rwanda  ci si riferiva ai Tutsi come a degli ‘scarafaggi’. Questi oratori lanciano un messaggio di sospetto e odio e divisione contro i missionari cristiani, e il nostro lavoro a favore della dignità umana”.
Padre George spiega ad AsiaNews che vi sono ragioni precise dietro i tentativi di avvelenare le menti contro i cristiani e il lavoro che compiono. Tutto si riconduce all’impegno dei cristiani per lo sviluppo dei tribali. “Un po’ di tempo fa – racconta il sacerdote –  qualcuno ha definito Mandala come un posto per saccheggiare i tribali: Tribal Looting Center. In passato, una grande somma di denaro è stata stanziata per aiutare questo distretto. Ma forse nemmeno un quarto di quella somma è arrivata ai tribali. Che però sono rimasti quieti e sottomessi, per il fatto che sono poveri, illetterati, e senza un’organizzazione”.
“La Chiesa invece è sempre stata all’avanguardia nell’istruzione della gente, formalmente e informalmente, per aiutarli a crescere dal punto di vista economico e a organizzarsi, con gruppi di auto-aiuto e cooperative. Abbiamo cercato di creare opportunità per le donne per crescere nella società, in vari modi. Come risultato, i tribali del Mandala sono diventati una ‘voce’ che non può essere ignorata, fino a far nascere perfino un partito, il Gondvana Gantantra Party. Non l’abbiamo fatto per convertire tutti al cristianesimo, ma solo dal punto di vista dei diritti umani, e della giustizia sociale. Come risultato, alcuni hanno accettato il cristianesimo e oggi la maggior parte dei tribali, anche gli indù, amano i cristiani e le loro attività”
“I militanti radicali indù (come la Rss, Rashtriya Swayamsevak Sangh , fra gli organizzatori del Kumbh) vedono questa situazione come una minaccia potenziale, perché dicono che tutti i tribali sono indù. Ma la tradizione, la lingua originale e i costumi provano in primo luogo che i tribali non sono indù. Le famiglie tribali sono matriarcali, quelle indù patriarcali; il linguaggio originale tribale è dravidico, quello indù è ariano. I tribali in origine non cremavano i loro morti, ma gli indù lo facevano. I tribali non accettavano la dote, pagavano un prezzo ai genitori della sposa; gli indù hanno la dote. Ora, sotto l’influenza induista, alcuni costumi sono cambiati. Il Sangh [le organizzazioni indù – ndr] cerca di metterci contro i tribali con propaganda falsa e minacce”.
P. George racconta anche dello sfruttamento e dell’umiliazione subiti dei tribali in occasione del Kumbh: “La gente di Mandala, e in particolare i tribali, sono vissuti per anni senza i servizi essenziali: acqua pura da bere, strade, elettricità. Il governo non se ne è interessato. Ma per il Kumbh, il governo ha trovato volontà e mezzi per rifornire di elettricità e senza interruzioni il Kumbh e le aree intorno. Un sacco di soldi sono stati spesi per il raduno, con l’unico intento evidente di dire che i cristiani non sono buoni. La gente di Mandala è stata totalmente ignorata nell’organizzazione, e solo alcuni tribali sono stati coinvolti nelle forniture di cibo. Tutti i contratti sono stati dati a persone di fuori; il guadagno è andato altrove, e a Mandala è rimasto solo da raccogliere la spazzatura lasciata dalla folla. Mandala è un distretto tribale, il che vuol dire che la terra, l’acqua e le foreste sono dei tribali. Ma tutte le leggi sono state messe da parte per il Kumbh, il compenso dato ai tribali è stato minimo. Ai tribali è stato fatto capire che perfino nel loro distretto essi non sono nessuno”.

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Aborto nelle Filippine

15 Febbraio 2011 Commenti chiusi

FILIPPINE
Cristiani e musulmani pro-life contro la legge pro-aborto
A Manila oltre 5mila persone di tutte le fedi manifestano il loro si alla vita. Critiche al presidente Aquino accusato di mantenere una posizione ambigua, nonostante il costante dialogo con Chiesa e associazioni pro-life.

Manila (AsiaNews/Agenzie) – Oltre 5mila tra cattolici, protestanti e musulmani filippini hanno manifestato ieri a Pasay City (Manila) contro la legge sulla salute riproduttiva e mostrare il loro sostegno per la vita. Alla manifestazione hanno partecipato oltre a sacerdoti cattolici e leader religiosi, anche molti politici impegnati nel dibattito in corso al parlamento per l’approvazione della legge.“Siamo con voi per la vita”, ha affermato Fatima Aliah Dimaporo, musulmana e responsabile del distretto di Lanao del Norte (Mindanao). Parlando alla folla, la donna ha denunciato la promozione di contraccettivi in tutte le scuole e gli ospedali del Paese e la pianificazione familiare. La Dimaporo ha sottolineato che la legge è un rischio per la salute delle donne e non risolve il problema della povertà. Secondo Eric Manalang organizzatore della manifestazione e presidente dei pro-life filippini, la presenza di musulmani e protestanti mostra che “l’appello contro il disegno di legge per la salute riproduttiva non è appoggiato solo dai cattolici, ma da tutti coloro che sono contro l’aborto e la pianificazione delle nascite. L’attivista denuncia la posizione ambigua del presidente Aquino, che dopo i colloqui con i vescovi aveva dichiarato di voler cancellare l’attuale disegno di legge, per poi fare marcia indietro.

Intanto oggi, in occasione della festa di san Valentino, i sostenitori della legge hanno distribuito gratis preservativi e contraccettivi nei quartieri poveri di Manila. Il gesto avviene ogni anno e ha lo scopo di raccogliere il consenso nei quartieri dove è più alto il numero di aborti illegali.

Il dibattito sulla Reproductive Health è in corso da quattro anni. La legge rifiuta l’aborto clinico, ma promuove un programma di pianificazione familiare, invitando le coppie a non avere più di due figli, sanziona l’obiezione di coscienza di medici e operatori sanitari e  favorisce la sterilizzazione volontaria. Chiesa e associazioni cattoliche sostengono invece il Natural Family Programme (Nfp), che mira ha diffondere tra la popolazione una cultura di responsabilità e amore basata sui valori cristiani.

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